Giorgio da Castelfranco… detto anche il Giorgione Agosto 31, 2007
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Giorgio da Castelfranco, detto Giorgione, nacque a Castelfranco Veneto nel 1477. A Venezia, fu allievo di Giovanni Bellini, dove incontrò e fece amicizia anche con il Tiziano. La sua pittura viene influenzata dai grandi artisti come il Leonardo, Antonello da Messina.
In questa città produce due delle sue più importanti opere che sono andate persute. Si trattava della sala udienza in Palazzo ducale, nel 1508 e gli affreschi del Fondaco dei Tedeschi realizzati nel 1508 di cui oggi ci resta un frammento di nudo femminile conservato nelle Gallerie dell’Accademia.
Tra le sue opere giovanili abbiamo:
l’Adorazione dei pastori della National Gallery di Washington,
l’Adorazione dei Magi,
la Madonna col Bambino,
la Giuditta,
la Laura, la Prova del fuoco.
Opere attribuite a Giorgione con certezza,
grazie agli appunti scritti tra il 1525 al 1543 dal patrizio veneziano Marcantonio Michiel, sono:
La tempesta che si trova alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, I tre filosofi del Kunsthistorisches Museum di Vienna e la Venere della Pinacoteca di Dresda, della quale il paesaggio e il Cupido, ora non visibile, probabilmente esaguiti da Tiziano.
Ad esse possiamo affiancare con sicurezza la Pala di Castelfranco nella chiesa di San Liberale, probabilmente del 1504 e il Ritratto virile del Museo di San Diego in California.
Giorgione morì di peste a Venezia nell’autunno del 1510.
Bernardo Strozzi… di Genova Agosto 30, 2007
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Nato a Genova nel 1581, esponente della scuola genovese, si forma nella stessa con il primo barocco. Viene però attratto dalla scuola fiamminga venendo a contantto prima con i grandi pittori come Rubens e poi più avanti nel tempo con Van Dyck che soggiornò a Genova nel primo decennio del seicento.
Durante gli anni venti del 1600 lo Strozzi è il pittore più richiesto dall’alta nobiltà di Genova. Avvenne nel 1630 un forte contrasto con l’ordine dei cappuccini di Genova e per questo motivo si trasferì a Venezia.
Diventò rapidamente il principale protagonista della scena artistica di Venezia.
Giovanni Bellini… maestro del Tiziano Agosto 29, 2007
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A Venezia nella seconda metà del secolo XV, nasce un genio … Giovanni Bellini, una lunga carriera e le differenti influenze che subì, motivano le differenze del suo stile.
Giovanni Bellini imparò il mestiere del pittore nella bottega del padre. Ma non tardò ad assorbire come una spugna l’influenza che doveva definire la sua vita artistica: si trattava del Mantegna.
Giovanni Bellini sposò la sorella del MAntegna nel 1453 Niccolosa.
Grazie alle conoscenze artistiche del cognato il Bellini riusci a conoscere l’ambiente padovano colto e innovatore , tributario della cultura fiorentina. Del Mantegna adottò la composizione serrata, la prospettiva rigorosa, il disegno preciso e lineare.
Tuttavia, il mondo del Bellini rivela nella sua arte un colore più profondo, più omogen e inoltre fuoiresce più umanità nei sentimenti espressi: tenerezza, gioia o dolore. La natura riportata dal Bellini dimostra un fatto nuovo nell’arte contemporanea.
Le prime opere del Bellini sono del 1450, sono piccoli pannelli, come la Pietà dell’Accademia Carrara, a Bergamo, che raggruppa, secondo un tema che sarà frequente nel Bellini, le figure a mezzo busto della Vergine, di San Giovanni Evangelista e del Cristo alla tomba.
Tiziano … parte terza Agosto 28, 2007
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Si sposa nel 1525 con Cecilia Soldano, dalla quale ottiene tre figli.
Viene chiamato a Roma da Paolo III . Nel 1550 si reca ad Amburgo su richiesta del Re Filippo II per lavorare a una serie di poesie. Assieme ad Andrea Palladio e al Tintoretto viene eletto membro dell’ Accademia di Disegno di Firenze nel 1566.
Dieci anni dopo muore nel 1576 forse per vecchiaia e viene sepolto nella chiesa di Santa Maria dei Frari a Venezia.
Il Tiziano… seconda parte Agosto 27, 2007
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Qui, nella bottega del Bellini inizia a conoscere Giorgio da Castelfranco, conosciuto meglio con il nome di Giorgione.
I due diventarono amici e soci d’affari, nel 1508 lavorarono insieme agli affreschi esterni del Fondaco dei Tedeschi.
Due anni dopo il Giorgione morì di a causa della peste e molto probabilmente il Tiziano completò molti dipinti del grande amico e socio rimasti da finire.
Tiziano nel 1511 viene chiamato per dipingere i tre affreschi per la Scuola di Sant’Antonio a Padova.
Dopo solo 5 anni muore Giovanni Bellini, maestro della sua bottega in venezia, ed è in questa occasione che il Tiziano viene chiamato dalla Repubblica Veneziana ad essere il successore del Bellini, con il compito di pittore ufficiale della Repubblica.
Nel 1520 inizia a produrre e ad eseguire numerose e importanti, tra le quali le decorazioni per il Palazzo dei Dogi e tre dipinti della mitologia greca per Alfonso d’Este.
Durante un viaggio a Ferrara tre anni più tardi viene a conoscere il marchese di Mantova, Federico II di Gonzaga.
Tiziano Vecellio… chiamato Tiziano era di Pieve di Cadore Agosto 26, 2007
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Tiziano Vecelli o Vecellio nato circa nel 1488 -1490 a Pieve di Cadore – al mondo conosciuto come Tiziano nella sua epoca del Rinascimento si dimostrò per le sue opere uno dei più grandi.
Era nato a Pieve di Cadore e faceva parte di una importante famiglia, il padre era il Capitano della Milizia e ispettore delle miniere.
Tiziano e il fratello Francesco furono mandati a Venezia a studiare arte. Erano giovanissini qundo iniziarono l’apprendistato. Iniziarono con il frequentare la bottega di Sebastiano Zuccato per poi andare allo studio di Gentile Bellini e alla fine allo studio di Giovanni Bellini, fratello di Gentile.
…. segue
Ludovico Cardi da Cigoli… il confine tra le correnti artistiche Agosto 25, 2007
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Pittore, architetto e poeta era Ludovico Cardi Da Cigoli. Nato nel 1559 a Cigoli vicino a Firenze. Il Cardi fu testimone nel suo lavoro dell’influenza di diverse correnti artistiche tra l’altro una contraria all’altra. Infatti visse a cavallo fra il declino del manierismo di Michelango e gli inizii del Barocco.
Studiò a Venezia con il Padovanino e Domenico Fetti.
Cigoli ha lavorato sia a Firenze che a Roma .Era un innovatore nel sentimento piuttosto che nello stile e nelle emozioni. Dal 1595 in poi è stato influenzato dalle nuove tendenze realistiche. Vediamo queste qualità nelle sue opere come “Homo Ecce” In Palazzo Pitti a Firenze.
Domenico Fetti…amico del Padovanino Agosto 24, 2007
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Domenico Fetti nato a Roma nel 1589, studio con il Padovanino a Venezia e con Ludovico Cigoli. Fu richiesto a Mantova dal Granduca Fererdinando Gonzaga ed è qui che creò le sue opere più conosciute. Come ad esempio, troviamo il “Mantovano”.
Fetti fu un naturalista per tutta la sua vita e nelle sue linee e tratti si ispirava molto al Caravaggio.
A Mantova e soprattutto nel duomo troviamo le sue principali opere, mentre altre sue opere le troviamo nei musei di Dresda, Parigi, Vienna, e San Pitroburgo.
Il Padovanino…maestro del Forabosco Agosto 23, 2007
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Padovanino lo chiamavano, ma il suo nome era Alessandro Varotari nato a Padova nel 1588 , suo padre era il pittore Dario Varotari e sua madre Samaritana Ponchino, figlia anche lei di artisti, suo padre si chiamava G.B. Ponchino. A Venezia quano si trasferì nel 1614, ricevette il soprannome di Padovanino. Fu iscritto nella Fraglia dei pittori veneziani dal 1615 al 1644.
Nel 1616 però se ne andò a Roma, per copiare e studiare quei Baccanali, che già furono fatti da Tiziano per il Duca di Ferrara – Boschini 1674. Rientrò poi a Venezia e vi soggiornò fino alla morte. Nel 1625 iniziò i rapporti con Girolamo Forabosco, che verso quell’anno entrò nella sua bottega come allievo.
La sorella del Padovanino fu anch’essa pittrice nata nel 1584 dal nome Chiara Il Padovanino Morì a Venezia nel quartiere di San Pantalon il 20 luglio 1649.
Girolamo Forabosco Agosto 22, 2007
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Probabile che fosse allievo del Padovanino, ebbe contatti anche con Fetti, Strozzi e la scuola bolognese, grazie ai quali riusci ad arricchire la pittura neocinquecentesca veneta.
Forabosco visse gran parte della sua vita a Venezia, dove risulta iscritto alla Fraglia dei pittori veneziani .
Gli unici suoi spostamenti documentati riguardano la città di Padova, per alcuni dipinti fatti durante la costruzione del Duomo di Padova. Inoltre riusci ad aprire una bottega in padova, ma solo per un anno, in quanto poi morì.
Il pittore del Battistero del Duomo… Giusto de’ Menabuoi Agosto 21, 2007
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Giusto de’ Menabuoi, pittore di origine fiorentina, nato nel 1330 lavorò soprattutto a Padova. Si formò in toscana nella cerchia di Maso di Banco erede dell’arte del Giotto. Verso il 1370 venne chiamato nel nord dell’Italia nel comune di San Donato Milanese a Viboldone dove nella sua abbazia vi dipinse il giudizio universale.
Venne richiesto poi a Padova dove dipinse gli affreschi nella Chiesa degli Eremitani, nella Basilica del Santo, e soprattutto dipinse tutto il battistero del Duomo.
Questo fu il suo lavoro più famoso 1375 – 1376.
Nel Duomo di Padova possiamo vedere il il grande Paradiso nella cupola del Battistero. Dipinge inoltre le storie della Genesi e degli evangelisti. Forse fu l’unico pittore del Trecento che ha la consapevolezza nello scegliere via via quale linguaggio adoperare.
Negli affreschi della Cappella Belludi nella Basilica del Santo 1382 imitò lo stile del suo grande rivale, Altichiero.
Morì a Padova.
Il Battistero del Duomo… Agosto 20, 2007
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La costruzione viene dalla fine del XII sec., ed è intitolato a san Giovanni Battista.
La forma del battistero è a pianta quadrata con un alto tamburo circolare e cupola e un´absidiola con cupoletta.



Quando la moglie di Francesco il Vecchio da carrara, Fina Buzzaccarini, manifestò l´intenzione di essere sepolta nel Battistero del duomo di Padova, venne chiamato il grande Giusto de´ Menabuoi a decorare tutto l´interno con una serie di affreschi, che costituisce ancora oggi uno dei cicli pittorici più meravigliosi e spettacolari del Trecento (1374-78).
Gli affreschi constano in un centinaio di scene in cui sono narrati episodi della vita di San Giovanni, di Maria e di Cristo.
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