Università di Padova Gennaio 18, 2008
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Il Palazzo della Ragione … Padova Dicembre 17, 2007
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Questo palazzo viene riconosciuto come uno dei più grandi monumenti civili eretti in Europa all’epoca dei Comuni, l’edificio fu innalzato a partire dal 1218.
In quel tempo a padova vivevano circa 25000 persone, dobbiamo considerare tale città una metropoli, se pensate che Londra negli stessi anni aveva solamente 15000 Abitaniit. Al piano terra, trovate la presenza di “botteghe” sotto i due lunghi “volti”, ha dato vita ad un pittoresco mercato coperto, a completamento degli antichi mercati ospitati nella Piazza delle Erbe ed in quella della Frutta, sulle quali si affaccia l’edificio.
Tra il 1306 e il 1308, frate Giovanni degli Eremitani trasformò le tre grandi sale di cui era composto il piano superiore in un’unica sala lunga quasi 82 metri, larga oltre 27, creando e ideando il portico-loggiato, a due piani. Ad affrescare quella che divenne e resta “la piu’ grande sala pensile del mondo” fu, secondo le fonti (Riccobaldo e Da Nono), chiamato il fiorentino Giotto (Vespignano 1266 ca. – Firenze 1337).
Il Palazzo della Ragione da Piazza delle Erbe
Padova, provincia d’acque… Dicembre 16, 2007
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Esisteva tempo fa una città nella quale ci si muoveva su sandoli, gondole, burci che veleggiavano i canali interni, trasportando persone e merci. Stiamo parlando di quella che era la città di Padova, percorsa da un intero naviglio. Dall’inizio del mese di marzo e fino al mese di ottobre i battelli di navigazione fanno delle escursioni a carattere storico e artistico lungo gli storici canali interni di Padova, attraversando la Riviera del Brenta, Da Padova a Monselicce, oppure navigazioni lungo il Bacchiglione da Padova a Saccolongo e da Pontelongo a Chioggia. |
| www.padovanavigazione.it | |
| www.deltatour.it | |
| www.ilburchiello.it | |
| www.navigareconnoi.it | |
| www.battellidelbrenta.it |
Galileo Galilei, e le sue scoperte… Novembre 27, 2007
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Via Galileo Galilei ci fa scoprire altri “due gioielli” di Contrada Antenore:
1) il Secondo Chiostro di San Francesco compreso tra la scuola media Pascoli, al civico 36 e Palazzo Ferri De Lazara al civico 49 – 55.
Il primo, è così singolare per il suo chiostro decorato con affreschi cinquecenteschi narranti la vita di San Francesco dal quale si può ammirare parte della torre dello Jappelli; il secondo, iniziato nel quattrocento e ampliato successivamente nel settecento, è interessante per gli affreschi a soffitto presenti nella biblioteca.
Via del Santo… Novembre 26, 2007
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Via del Santo, unisce la zona del Centro Storico con la Basilica e la Piazza del Santo.
Lasciando alla nostra sinistra palazzo Zabarella e via San Francesco, imbocchiamo la via, intitolata al Santo per antonomasia Antonio, e scorgiamo sulla destra Palazzo Wollemborg; dove a metà dell’ottocento nacque l’economista Leone Wollemborg, fondatore della prima Cassa Rurale Italiana e nel 1901 Ministro delle finanze.
Al civico 26, incontriamo un altro Palazzo Wollemborg, attuale sede dell’Istituto di Geografia, fu rifatto dall’architetto Noale. Subì ulteriori modifiche con la triplice apertura al piano nobile, curiosa, risulta essere la cornice metallica che lo sormonta.
Continuando e svolgendo lo sguardo a destra, s’erge Palazzo Dottori, costruito nel1775 fu sede della Banca d’Italia; attualmente ospita la facoltà di Scienze Politiche.
Edificato dall’architetto conte Andrea Zorzi è uno degli edifici più gradevoli della “lezione palladiana” presente in Padova.
Una sala del piano nobile ospita alcuni bassorilievi del Canova raffiguranti scene mitologiche e della vita di Socrate. Di questi rilievi esistono i disegni preparatori di mano del Canova nel Museo di Bassano, mentre i rilievi originali in gesso si trovano nella Gipsoteca di Possagno.
Via del Santo… Novembre 25, 2007
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Frontalmente, al civico 57 che percorrendola, ci riporterebbe alla basilica del Santo, qui vi è l’Istituto Magistrale “Duca d’Aosta”, che include la Biblioteca Carmeli, voluta dal padre francescano Michelangelo Carmeli, professore di lingue orientali all’Università, nel 1753.
Questo edificio rientrava nel complesso di S. Francesco Grande che racchiudeva cinque poli:
l’Ospedale,
il Convento,
la Chiesa,
la Scuola della Carità e il tempietto di S. Margherita, ubicati nell’area tra le Vie S. Francesco, Santo e Galilei. Nel 1995 un incendio, causato da un corto circuito, ha bruciato il salone, danneggiando in modo irreparabile il ballatoio della libreria, distruggendo parte del tetto e rovinandone gli affreschi.
Via Belzoni… Novembre 24, 2007
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La via Belzoni, che un tempo, insieme a via Altinate, costituiva l’asse principale verso Porta Portello, prende il nome dall’egittologo e avventuriero padovano Giambattista Belzoni che nacque qui nel 1778.
I veneziani, per la posizione del Canale Piovego che li avrebbe portati rapidamente a Venezia, vi fecero costruire i loro palazzi. Ancora oggi possiamo ammirare Casa Soranzo in gotico fiorito, all’inizio della via, e poi Palazzo Gaudio, Palazzo Valaresso e Palazzo Michieli, di fronte al quale si apre il Portello.
Il palazzo del Bò… storia Novembre 22, 2007
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La storia
Anticamente la scuola Padovana era formata da due università: quella per gli studenti che venivano dall’estero (Università degli ultramontani) e quella per gli studenti del posto (Università dei citramontani).
Nel 1399 l’ateneo venne invece diviso solamente in base alle materie di insegnamento e si vennero quindi a costituire l’Università degli artisti (filosofi e medici) e l’Università degli studenti di Giurisprudenza.
Gli studenti accorrevano in gran numero a Padova per la grande fama dei professori e anche per le buone condizioni di vita, come l’esenzione dalle tasse, gli alloggi decorosi e i prestiti ad interessi ridotti.
Il palazzo del Bò… l’università Novembre 21, 2007
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L’Università
La sede storica dell’Università di Padova, un prestigioso ateneo che accolse persone illustri, come Galileo, Copernico, Papa Sisto IV, Stefan I Bathory (re della Polonia), Ippolito Nievo, Giovanni Battista Morgagni (fondatore dell’anatomia patologica) e William Harvey (scoprì la circolazione del sangue), si trova al centro della città tra il grande e storico Caffè Pedrocchi e il Municipio.
Viene dal popolo chiamato il Bo’ perchè realizzata nella costruzione conglobano un vecchio albergo che aveva appunto il bue come insegna (hospitium bovis). Il nome derivava dal fatto che l’albergo si trovava accanto ad alcune macellerie.
I primi documenti dell’università risalgono al 1222, mentre alla data di fondazione non si riesce a dare una data certa, in quanto nacque come Universitas Studentium, aggregazione spontanea di studenti e docenti.
Curiosità sul Caffè Pedrocchi a padova Ottobre 15, 2007
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Il Caffè Pedrocchi a Padova è noto anche con il nome di “ Caffe senza porte “ perchè ai tempi d’oro e fino alla prima guerra mondiale … il Caffè restava aperto giorno e notte.
Esiste una superstizione fra gli studenti di Padova, questa superstizione è dovuta probabilmente agli avvenimenti del 1848: chiunque entri al Caffè Pedrocchi, non prenderà mai la Laurea.
Caffè Pedrocchi a Padova nella sua arte e nella sua cultura Ottobre 14, 2007
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Ecco il Museo di arte e cultura storica del Risorgimento e dell’età contemporanea sul piano nobile della costruzione del Caffè Pedrocchi.In questa zona troverai i ritratti del fondatore Antonio Pedrocchi e del suo successore Domenico Cappellato Pedrocchi, opera di Achille Astolf.
Nel museo trovate dei rarissimi filmati sulla visita di Mussolini a Padova nel 1938, una giubba rossa originale ed una copia del celeberrimo “obbedisco” di Garibaldi
L’importanza del Caffè Pedrocchi … nella città di Padova Ottobre 14, 2007
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L’importanza d’arte e di mostra storica del locale è data dal fatto che l’ 8 di febbraio del 1848, uno studente universitario diede il via ad alcuni dei moti che fecero nascere il Risorginmento italiano e oggi sono menzionati nell’inno ufficiale universitario, Di canti di Gioia.
